Le tue visite non possono aspettare
Ti consigliamo di leggere questo articolo e la procedura guidata che segue prima di scaricare i moduli e fare il reclamo. Se sai già tutto vai direttamente a scaricare i moduli (per il momento solo per la Toscana)
Aspetti mesi per una visita? Non riesci a prenotare un esame? Ti dicono che l'agenda è chiusa?
Non è normale. Non è colpa tua. Ed esiste una legge che ti protegge.
Cosa dice la legge italiana
In Italia esiste il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA).
È una legge approvata dallo Stato e dalle Regioni nel 2019. Dice una cosa semplice: curarsi è un diritto, non un privilegio. E fissa regole precise che gli ospedali e le ASL devono rispettare.
Queste regole stabiliscono:
- Quanto tempo puoi aspettare (massimo) per una visita o un esame
- Che le agende non possono essere chiuse
- Che hai diritto a essere curato vicino a casa tua
- Che se i tempi non vengono rispettati, hai diritto a soluzioni alternative (a carico del servizio pubblico)
I tempi massimi di attesa: cosa dice la legge
Il tuo medico scrive sulla ricetta una lettera che indica l'urgenza, questa lettera si chiama "classe di priorità". Ogni classe ha un tempo massimo di attesa che per legge deve essere rispettato.
- U - Urgente: nel più breve tempo possibile o entro 72 ore (3 giorni)
- B - Breve: entro 10 giorni
- D - Differibile: entro 30 giorni per le visite, entro 60 giorni per gli esami diagnostici
- P - Programmabile: entro 120 giorni (4 mesi)
Questi sono i tempi MASSIMI. L'ASL può fare meglio, non può fare peggio.
Cosa non può fare l'ospedale o l'ASL
È vietato per legge:
- Chiudere le agende di prenotazione (anche temporaneamente)
- Dirti "richiami tra qualche mese"
- Non darti un appuntamento
- Farti aspettare più dei tempi massimi previsti
Chi viola queste regole rischia sanzioni amministrative.
Puoi fare reclamo quando:
- L'agenda è chiusa o indisponibile - Ti dicono che non ci sono posti, che devi richiamare più avanti, che "non prendiamo prenotazioni"
- I tempi non vengono rispettati - Ti propongono un appuntamento oltre i tempi massimi previsti dalla tua ricetta (3 giorni per la U, 10 per la B, 30 per la D visite, 60 per la D esami, 120 per la P)
- La struttura è troppo lontana - Ti mandano in un ospedale a 100 km quando ce n'è uno vicino, la legge prevede il "principio di prossimità", devi essere curato vicino a casa tua.
- Sei già in cura e ti mandano altrove - Se sei già seguito da un reparto o uno specialista per una malattia cronica, hai diritto a continuare le visite nella stessa struttura. Non possono sbatterti da un ospedale all'altro
- Per i ricoveri: nessuna informazione - Sei in lista d'attesa per un intervento ma nessuno ti dice quando, se non sai la tua posizione in lista, se non ti danno informazioni chiare
Cosa succede se i tempi non vengono rispettati
La legge prevede i "percorsi di tutela". Significa che se l'ASL non riesce a darti l'appuntamento nei tempi previsti, deve:
- Farti fare la visita o l'esame in una struttura privata convenzionata
- Oppure farti fare la prestazione in regime libero-professionale (intramoenia) in una struttura pubblica
- Pagando loro, non tu (tu paghi solo il ticket, se previsto)
Questo non è un favore. È un tuo diritto. Previsto dalla legge.
Cosa troverai nelle prossime pagine
Ti guideremo passo dopo passo per:
- Capire quale tipo di reclamo devi fare
- Scaricare il modulo già pronto
- Compilarlo con le tue informazioni
- Inviarlo alle autorità competenti
Non serve un avvocato. Non servono soldi. Serve solo conoscere i tuoi diritti.
Riferimenti normativi:
• Legge n. 266/2005 (art. 1, comma 282 e 284) - Divieto di sospensione delle prenotazioni
• Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019-2021 (PNGLA) - Intesa Stato-Regioni del 21/02/2019
• Decreto Legislativo n. 124/1998 (art. 3, comma 12) - Garanzia di erogazione delle prestazioni